Urushi e l’arte della creazione di una soluzione di Digital Signage per Android

Da qualche tempo il settore del Digital Signage è un pullulare di annunci sul „Next Big Thing“: la soluzione di Digital Signage per Android.
Sulla carta, questo approccio è allettante: utilizzare dei device low cost (Stick o TV Box), sviluppare una app che che si collega ad una piattaforma server e il gioco è fatto!
Purtroppo questo approccio semplicistico, che già di per se non dovrebbe trovare cittadinanza nell’ambito business, è ancor di più fuori luogo in ambiente Android.

Android! Chi era costui?

Il Sistema operativo Android viene sviluppato dalla Open Handset Alliance, capeggiata da Google, in modalità Open Source.
Come lo stesso nome lascia intuire, questo OS nasce per Handset, quindi device quali Smartphones e Tablet.
In seguito sono stati introdotti sul mercato gli Android TV Stick e TV Box per offrire un’esperienza di utilizzo stile Tablet anche sui televisori.
Da qui nasce l’idea di creare delle App di Digital Signage che girino su questi apparecchi in maniera da trasformare un display in un player di Digital Signage con poco sforzo e con costi contenuti.
Nonostante esistano numerose aziende che declamano e pubblicizzano la loro soluzione Android per Digital Signage, la realtà del mercato ci dimostra che non esiste alcuna soluzione che possa configurarsi come universalmente applicabile.

A differenza delle soluzioni basate su architettura PC-Windows, nel caso di Android abbiamo tutta una serie di ostacoli dovuti alla natura intrinseca dei device e del sistema operativo Android:

  1. I device Android presenti sul mercato sono stati concepiti e sviluppati per il segmento consumer. Fattori come la resistenza agli atti vandalici, la gestione remota o il funzionamento 24/7 non sono stati presi in considerazione
  2. Il sistema operativo Android è concepito per offrire la massima flessibilità di utilizzo per il più ampio spettro di soluzioni. Migliaia di App, dalle più frivole alle più sofisticate devono funzionare su uno Smartphone o Tablet. Questa universalità comporta di per sè dei compromessi in fatto di robustezza e affidabilità, compromessi che non sono accettabili per un utilizzo in ambito business
  3. Android è in costante evoluzione e le API vengono rilasciate con cadenza quadrimestrale. Se per il mercato consumer, il passaggio dal Pan di Zenzero (Gingerbread) al Cucciolone (Ice Cream Sandwich) al cioccolato iperzuccherato (Kit Kat) è semplicemente una evoluzione delle funzionalità e dell’interfaccia grafica, per lo sviluppo di una applicazione di classe Enterprise questo rappresenta una sfida non indifferente
  4. La costante evoluzione del sistema operativo è accompagnata da una miriade di combinazioni di componenti hardware (CPU, GPU, USB Hub,memoria, etc), che assieme ai relativi Firmware e Driver, risulta in un numero pressochè infinito di variazioni.

La domanda nasce spontanea: è possibile creare una soluzione di Digital Signage basata su Android e che offra tutte le caratteristiche di robustezza, scalabilità, gestibilità degne di una applicazione di classe Enterprise?

La risposta è si, ma solo se chi sviluppa questa applicazione ha un approccio radicalmente opposto a chi vuol cavalcare la moda del momento per trarre un profitto a breve termine per poi lasciare i clienti con il cerino in mano.

Un paragone che calza a pennello è quello dei maestri giapponesi dell’arte Urushi.
Urushi è un metodo di smaltare vasellame che consente di raggiungere un livello di profondità e lucentezza del colore ineguagliabile.

Ettore Sottsass, Box 'Utsusemi', design 2002, manufactured 2007 for MaruTomi, Japan. Urushi lacquer, black (roiro finish). Photo: Kinoshita Yasuhiko

Ettore Sottsass, Box ‘Utsusemi’, design 2002, manufactured 2007 for MaruTomi, Japan. Urushi lacquer, black (roiro finish). Photo: Kinoshita Yasuhiko

Questa tecnica consiste nell’applicare con mano sapiente uno strato di smalto, lasciare asciugare naturalmente, lucidare e poi ripetere il processo (anche decine di volte).
Questa sapiente e paziente procedura comporta dei tempi lunghi: la smaltatura di un vaso può durare mesi.

Naturalmente nel campo dello sviluppo del software difficilmente si raggiunge un tale livello di perfezione artigianale connesso ad una dimensione spirituale del proprio lavoro.

Ma come il maestro Urushi, anche il creatore di una soluzione di Digital Signage per Android deve avere perseveranza, umiltà, capacità di reinventarsi, procedere strato per strato, lasciare asciugare (un più prosaico stress test), lucidare (correggere il codice) e passare allo strato successivo.

Il punto di partenza è senz’altro l’hardware: esistono centinaia di Android Stick e Tablet.

Quali di questi riescono a sopravvivere un impegno 24/7 per 365 giorni all’anno?

Quali hanno le migliori caratteristiche di robustezza, dissipazione del calore, stabilità?

Dalla cernita dei device, si passa al firmware: abbiamo visto che il sistema operativo Android è un „multitalento“, ma per un utilizzo di classe Enterprise, il firmware va modificato e spogliato di tutte le funzionalità inutili al nostro scopo.
Il tutto senza compromettere la garanzia!
Particolare cura va messa nella gestione della memoria e nella gestione remota del device.

Poi si passa allo sviluppo e adattamento della soluzione di Digital Signage in sé.

Il player Android può offrire una funzionalità base (mostrare solo video o foto), ma una soluzione completa deve prevedere (anche in termini evolutivi) widget, ticker, interoperabilità con soluzioni di terze parti, reporting conforme agli standard POPAI, watchdog, soluzioni avanzate come Face Detection, contenuti geolocalizati e legati a fattori esterni in tempo reale (come le condizioni meteo).
Il va sans dire che una rete professionale di player Android deve poter essere gestita da un’unica piattaforma server in maniera trasparente come un qualsiasi player PC-based o SMIL.

Quindi Android si o no?

Si, ma ricordatevi del maestro Urushi: applicate un approccio olistico che parte dall’hardware, passa dalle funzionalità di basso livello del sistema operativo per arrivare alla soluzione finale. Assicuratevi di avere alle spalle un solido reparto di ricerca e sviluppo che possa seguirvi nell’implementazione della vostra soluzione e garantire la manutenzione e l’evoluzione del software anche per gli anni a venire.

Poster Parity: il sorpasso del Digital Signage sulla cartellonistica cartacea

Ci sono dei settori economici per i quali sono stati previsti tassi di crescita esplosivi, stravolgimenti di mercato, nuovi paradigmi. Alcune di queste previsioni non si sono realizzate (perlomeno nei tempi previsti), con conseguenze pesanti per quelle aziende che si sono esposte in anticipo rispetto al mercato.

Ricordate le prime automobili elettriche come la Panda Elettra del 1990? O il Newton della Apple (antenato dell’iPad) del 1993?

Anche per l’industria del Digital Signage si prevedono da anni tassi di crescita esponenziali e il passaggio massivo di tutto il cosiddetto “Out of Home Advertising” in direzione del digitale. Gli operatori del settore amano la metafora dei supporti musicali: dal disco in vinile al CD e poi all’MP3. Quindi a maggior ragione: dal manifesto cartaceo al Digital Signage.

Ma tutto ciò non è ancora avvenuto come previsto e gli operatori del DooH (Digital out of Home) rimangono in attesa del Signor Godot.

Quando arriverà il sorpasso del Digital Signage sulla cartellonistica cartacea?

Il settore delle energie rinnovabili ci insegna una lezione: non importa quanto sia innovativa e pulita una fonte di energia alternativa alle tradizionali, il mercato si orienterà sempre verso la fonte più economica e facile da sfruttare. Affinché una fonte di energia rinnovabile possa sorpassare in maniera definitiva e duratura la corrispondente fonte tradizionale (senza incentivi distorsivi del mercato), è necessario che la prima diventi conveniente quanto la seconda.

L’espressione che sintetizza questo punto di svolta viene definito “grid parity”.
Nel campo del Digital out of Home, potremmo parlare di “poster parity“: il Digital Signage supererà la cartellonistica cartacea solo quando il prezzo complessivo del digitale sarà pari o inferiore al cartaceo.

Poster Parity

Questa equazione va corretta (in favore del Digital Signage) di un fattore estremamente importante ma spesso trascurato,  poiché vengono confrontate due grandezze non omogenee.

Un Kw di corrente ottenuta da un pannello solare fa lo stesso lavoro di un Kw di corrente ottenuta dal carbone. Nel nostro caso, un software di Digital Signage può fare molto di più rispetto ad un cartello cartaceo: offrire contenuti dinamici e vari, mantenendo alta l’attenzione dello spettatore. Ad esempio:

  1. Può offrire contenuti mirati per il tipo di audience (uomo, donna, fascia d’età);
  2. Può legare i contenuti a eventi in tempo reale (meteo) o posizione geografica;
  3. Può, se dotato di appositi sensori, effettuare una raccolta dati per l’analisi dell’audience.

Il ROI di una campagna di marketing

Un’analisi corretta deve tenere conto di tutti fattori che incidono sul ROI complessivo di una campagna di marketing, e questo farebbe pendere l’ago della bilancia verso il Digital Signage.
Nonostante ciò, rimane evidente la difficoltà di scardinare il mercato della cartellonistica tradizionale, perché spesso il budget dedicato a specifici canali di marketing è poco elastico.

“Vorrei, ma non posso…”
Questa è una frase che gli integratori di sistemi di Digital Signage sentono spesso alla conclusione (negativa) di una trattativa.
Quali sono i fattori che possono contribuire al raggiungimento della “poster parity”? I fattori di costo più importanti di una soluzione di Digital Signage sono:

  1. Display;
  2. Installazione del display (cablatura, accessi di rete, etc);
  3. CMS per la gestione dei contenuti;
  4. Infrastruttura server (che decade nel caso in cui si usi una soluzione “cloud based”);
  5. Il player (con relativa installazione e manutenzione).

Per i primi 4 punti abbiamo da anni una dinamica costante di riduzione del prezzo e miglioramento della qualità. Per quanto riguarda il punto 5, la nuova terra promessa è costituita dai player basati su architettura ARM (Android, Raspberry, SMIL, etc). Questa architettura ha come punto di forza l’estrema efficienza e il costo ridotto rispetto ad una soluzione basata su PC.

Il futuro del Digital Signage

Il mercato si attende un forte contributo per il raggiungimento della “Poster Parity”, in quanto a parità di performance, il prezzo dell’hardware può essere ridotto dell’80%. Anche i costi di esercizio (corrente elettrica, etc) e di manutenzione possono essere ridotti in maniera significativa.

Ma c’è di più: oltre alla riduzione dei costi, grazie alle dimensioni ridotte e alla estrema flessibilità di questa architettura, è possibile creare delle soluzioni specifiche e altamente personalizzate.

Da qui nascono grandi aspettative negli operatori del settore, sia da parte degli integratori che da parte degli addetti al marketing. Chi fino adesso è rimasto alla finestra, avrà meno remore a cimentarsi nell’ambito del Digital Signage.

Ma anche qui la cautela è d’obbligo: fino ad oggi, ci sono stati solo annunci, ma nella pratica le soluzioni di Digital Signage basate su architettura PC hanno ancora il dominio incontrastato del mercato e nessuna delle soluzioni alternative è riuscita ad affermarsi.

L’architettura ARM può mantenere la promessa di un Digital Signage di qualità a costi contenuti?
Quali sono gli elementi da considerare per la buona riuscita di una soluzione di Digital Signage basata su device Android, SMIL, Raspberry, etc?
Siamo veramente vicini al raggiungimento della poster parity?

Il 4 Novembre 2013 lo scenario potrebbe cambiare: sta arrivando...