Come aumentare le vendite con la pubblicità mirata

Secondo le statistiche redatte dai migliori istituti di ricerca, nelle 24 ore precedenti alla lettura di questo blog siete stati esposti da 1.200 a 5.000 messaggi pubblicitari di varia natura.
Studi altrettanto attendibili dicono che il nostro subconscio riesce ad assorbire oltre 11 milioni di bit di informazioni al secondo, ma consciamente riusciamo ad elaborarne al massimo 40.

Come far notare il messaggio pubblicitario?

Questi dati crudi offrono spunti molto utili per chi lavora nel campo del marketing. In estrema sintesi possiamo affermare che, aldilà di ogni ragionevole dubbio, il lavoro degli addetti del settore è estremamente complesso ed emergere dal rumore di fondo diventa sempre più difficile.

Per rendercene conto empiricamente non c’è bisogno di scomodare istituti demoscopici o guru del settore, basta fare un’auto analisi.
Quanti dei 1.200 – 5.000 messaggi pubblicitari che abbiamo visto nelle ultime 24 ore sono rimasti impressi nella nostra memoria?
Di questi messaggi, quanti ci hanno spinto all’acquisto?

I motivi per cui la quasi totalità dei messaggi pubblicitari non fa breccia nella nostra percezione cosciente sono diversi, ma sintetizzabili in un solo concetto: il messaggio non è rilevante per noi.

Purtroppo l’industria dell’advertising, a parte qualche eccezione, ha risposto con un approccio quantitativo: più grande, più frequente, più urlato, più nudo, più ubiquo, etc.
Ma questa corsa al rialzo ha portato soltanto ad una inflazione di messaggi e stimoli (aumento del numero e riduzione del valore).

Il Messaggio è rilevante?

A dimostrazione della nostra tesi, proponiamo un piccolo test sulla rilevanza di un messaggio pubblicitario. Utilizzeremo il panel demografico più attendibile che c’è sul mercato: te!

Siamo su un taxi o un autobus diretti al centro di Milano.
Sono le 8:45, c’è traffico e temete di fare tardi al lavoro. Sul poggiatesta del taxi o su una superficie pubblicitaria dell’autobus vedete la seguente pubblicità:

Bistecca con patate

Quante sono le chances che questo messaggio sia rilevante per voi?
Zero!

Ma siccome anche un orologio rotto dà l’orario giusto due volte al giorno, sicuramente durante l’arco della giornata, quel messaggio sarà rilevante in un determinato orario, in una determinata posizione geografica, per determinate persone.

Adesso proviamo a sostituire il supporto cartaceo con un display di e un software di Digital Signage, dove alterneremo news, notizie utili e triviali e qualche spot pubblicitario.

Sicuramente il risultato sarà più gradevole. Tuttavia, dal punto di vista della rilevanza del messaggio, non abbiamo fatto molti progressi se il messaggio viene trasmesso in loop, senza una logica.

Contenuti Dinamici

Ecco che entra in gioco il concetto di contenuto dinamico. Rimanendo nel campo gastronomico, proviamo a considerare diversi scenari.

Scegliete tra A e B il messaggio secondo voi più rilevante.

Con ogni probabilità, avrete scelto sei volte la risposta A.

La conclusione logica è che per poter trasmettere messaggi visivi mirati e rilevanti è necessaria una piattaforma che sia in grado di differenziare i messaggi, quanto meno in base agli orari ed alla posizione geografica.
Se vogliamo raggiungere un grado ancora più elevato di specificità e rilevanza, si dovrebbe differenziare anche in base ad eventi esterni (quali le condizioni meteo), al genere ed anche all’età (probabilmente un maschio di 35-50 anni la sera gusterà la fiorentina, mentre una giovane signora di 25 anni preferirà un’insalata con petti di pollo).

Pensate che una piattaforma del genere sia solo alla portata di grandi agenzie di marketing e multinazionali?
Pensate che per realizzare una soluzione in grado di trasmettere dei contenuti dinamici e specifici siano necessari grossi investimenti?

Niente affatto e l’evoluzione della tecnologia ce ne darà ragione.