Il ciclo di vita del marketing di prossimità

Riassunto della puntata precedente

Nel post precedente ho affrontato il tema del digital marketing, cercando di non entrare nel dettaglio di tecnicismi e funzionalità software, anzi introducendo un ragionamento generico ed astratto.

Sono giunto quindi a valutare l’importanza di due variabili propedeutiche al perseguimento dell’obiettivo che vorrebbe l’elaborazione di modelli innovativi di erogazione e di usufruizione di contenuti, in grado di migliorare l’esperienza degli utenti all’interno di luoghi ed ambiti eterogenei.

Queste due variabili sono:

  • Comunicazione efficace come risultanza del percorso esperienziale e ottimale dell’utente/cliente.
  • Unificazione dei processi d’interazione, feedback e analisi coerente.

Il contesto generale

Il tema generale della discussione è quindi l’integrazione multicanale nell’ambito del marketing digitale e di prossimità, attraverso l’analisi esperienziale, l’ottimizzazione, l’interazione e il feedbak dell’utenza, sia nell’ambito del commercio che dei servizi.

Possiamo circoscrivere questo percorso attraverso una definizione che chiameremo ciclo di vita del marketing di prossimità.

Ciclo di vita del marketing di prossimità

Esso rappresenta anche il percorso fisico di relazione ideale tra l’utente e i luoghi e riguarda l’ottimizzazione dei percorsi di usufruizione e l’interazione attraverso canali e dispositivi eterogenei che siano in prossimità, virtuali o personali.

Il contesto tecnologico

Il suddetto modello, se dovessi immaginarlo nel concreto, lo vedo, manco a dirlo, attraverso lo sviluppo ed implementazione di un sistema software orchestrante, basato su interfacce applicative di alto livello, standard ws*- ed erogato in modalità servizio (software as a service), sul cloud, quindi in grado di interfacciarsi baricentricamente a sistemi informativi, dispositivi, smart e mobili, canali di comunicazione diversi e diversamente dislocati.

Stiamo parlando di quell’ambito che molti definiscono anche come Internet delle cose. Ma proviamo a immaginare, nel dettaglio, per le diverse fasi del ciclo di vita del marketing di prossimità, alcune ipotesi o casi concreti in grado di dare corpo a quella che rischia di rimanere come una mera definizione priva di significati reali.  In questo articolo ci limiteremo alle prime due fasi, rimandando al successivo ed ultimo capitolo di questa breve digressione la chiusura del cerchio.

Fase esperienziale

L’orientamento e la segnaletica nei servizi pubblici e nel commercio possono essere migliorati attraverso l’esperienza utente e ottimizzata per rendere efficace l’offerta nei diversi ambiti.

Un primo obiettivo è di analizzare, attraverso opportuni casi di studio, le dinamiche comportamentali e la risposta dell’utente in termini di feedback diretto o indotto al variare dei vari parametri disponibili.

A tal fine è utile prevedere una fase di osservazione, da attuarsi mediante sistemi di ripresa video unsupervised (senza cioè l’interazione con l’utente), in grado di collezionare delle opportune statistiche legate alla riposta degli utenti ai vari scenari proposti.

Anche il tema della multicanalità rientra nel contesto esperienziale, attraverso un dialogo interattivo e bidirezionale su più fronti. Qui la generalizzazione deve essere governata. Infatti, poiché ogni strumento risponde a caratteristiche di interazione uomo-macchina diverse, l’utilizzo integrato deve rispondere a criteri di rappresentazione semplificate, ottimizzate e coerenti tra i diversi dispositivi e mezzi. È utile in tal senso l’adozione di opportune metriche volte a misurare la cosiddetta mappa di salienza indotta da ciascun mezzo di comunicazione. Bisognerà inoltre definire nell’ambito specifico, una modalità di misurazione delle prestazioni complessive del sistema multicanale, in grado di monitorare analiticamente le prestazioni di ogni singolo strumento e/o mezzo.

Ottimizzazione dell’esperienza

L’esperienza utente nel punto vendita o nell’ambito dei pubblici servizi, deve essere governata attraverso l’analisi delle dinamiche di accesso e percorrenza, al fine di ottimizzare l’accesso ai servizi (che siano uno sportello pubblico o la cassa di un supermercato). Ci si riferisce in specie alle teorie sulle code e le tecniche per evitare la congestione, in funzione di elementi variabili e modelli di previsione dinamici.

Un’applicazione concreta può essere riferita all’implementazione di un modello di comunicazione e promozione che consenta di utilizzare il Digital Signage all’interno di un supermercato o punti vendita, attraverso la possibilità di pianificare dei palinsesti legati alle offerte del momento e contestualmente visualizzare un sistema di numerazione per la gestione delle code ai banchi di erogazione dei prodotti freschi.

Disponendo opportunamente i display, oltre che in prossimità del banco di erogazione, anche tra i corridoi, si ottengono due obiettivi. Il primo è di utilizzare il tempo in attesa al banco per inviare messaggi mirati e contenuti d’intrattenimento. Il secondo risultato è di consentire agli astanti di allontanarsi dal banco e procedere con l’attività di acquisto pianificata. In tale frangente si può far leva sul cosiddetto stimolo all’acquisto impulsivo, condizionato dalla tipologia di messaggi inviati e dalla dislocazione dei dispositivi video. Tra gli altri risultati vi è quello di limitare la congestione ai banchi, incrementare la potenzialità di spesa e ridurre il tempo di permanenza inattivo all’interno del supermercato.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo introdotto la definizione di ciclo di vita del marketing di prossimità. Si tratta di una mia libera interpretazione, per carità, immaginata e ispirata dal continuum esperienziale nella relazione digitale utente – luogo, dove ottimizzazione ed interazione sono gli elementi pilota dell’analisi di feedbak o business intelligence che dir si voglia. Ed è proprio con lo sguardo ai temi dell’interazione ed analisi che concluderemo con il prossimo articolo questa breve serie dedicata al tema del marketing digitale e di prossimità.

Fine seconda parte.

Riccardo D’Angelo CEO di Edisonweb

4 thoughts on “Il ciclo di vita del marketing di prossimità

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